venerdì 30 giugno 2017

No-Knead Bread - Pane senza impasto



Che soddisfazione immensa fare il pane, questo lo avevo già provato ma con il lievito madre, adesso avevo voglia di provarlo con il semper fidelis lievito di birra.
Così ho fatto le dovute conversioni e mi sono cimentata.
Beh che dire, pane profumato, saporito e croccante proprio come piace a me.

Ingredienti:
  • 570 gr di faina 0 Bio,
  • 365 gr di acqua fredda di rubinetto
  • 2.5gr lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino di malto o miele o zucchero 
  • 10-12 gr di sale fino. 
Il procedimento è sempre di Pat e lo trovate qui:
Sciogliere il lievito di birra nell'acqua. Aggiungere la farina, gli altri ingredienti e amalgamare grossolanamente,  aggiungendo ad ultimo il sale. Mescolare in tutto per 2 minuti circa. Riporre la ciotola così com'è in frigorifero coprendola con della pellicola trasparente, per circa 9-10 ore o più. Tolta dal frigorifero, lasciare tornare a temperatura la massa per circa 2 ore. Stendere delicatamente l'impasto aprendolo delicatamente con le dita e dare delle pieghe a fazzoletto* per creare la forma della pagnotta. Mettere a lievitare in un cestino foderato di tessuto o in una ciotola con canovaccio ben infarinati di semola o farina da polenta, con la chiusura dell'impasto rivolta verso l'alto. Coprire e lascio lievitare fino a che avrà sviluppato il doppio del volume. Dipende molto dalla temperatura ambiente.

*Pieghe a fazzoletto:
allargare l'impasto delicatamente come a formare un quadrato (il fazzoletto) e riporto i 4 angoli verso il centro dell'impasto. Si formano ulteriori 4 angoli, riporto anche questi al centro e li pizzico un po tra loro per non fare riaprire l'impasto. Metto ora a lievitare.


Cottura:
Riscaldare intanto il forno fino a 220°C con dentro un pentolino in metallo vuoto. Ribaltare sulla placca il pane con un movimento deciso e sicuro, accarezzare la superficie con della farina,  fare i tagli con una lametta e infornare a 220°-240°C con umidità creata buttando 1/3 di bicchiere d'acqua nel pentolino metallico ormai rovente. Puntare la cottura per un'ora. Fare salire la temperatura fino a 240°C e dopo abbassare, prima a 220°C  e poi a 200°C nella prima mezz'ora. Gli ultimi 10 minuti cuocere con il forno a spiffero, con un cucchiaio di legno per tenere aperto il portello del forno e far fuoriuscire l'umidità accumulata. Verificare la cottura battendo sul fondo del pane con le nocchie delle dita, deve suonare a vuoto come un tamburo! Fare raffreddare su una gratella o sollevato in verticale contro la parete, in modo che circoli aria e non si depositi la condensa che ammorbidirebbe la crosta.

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venerdì 2 giugno 2017

Torta zebrata vaniglia e cioccolato

Il punto di partenza di questa torta è sempre lei: la torta margherita.
Per realizzare questo simpatico dolce non ci vuole nè molto tempo nè molta fatica; fatevi aiutare dai vostri bimbi, vedrete come si divertiranno.


Per la parte bianca:
  • 100gr di farina
  • 100gr di zucchero
  • 2 uova
  • 100gr di margarina o burro
  • la buccia grattuggiata di un limone
  • mezza bustina di lievito per dolci
Per la parte al cacao:
  • 80gr di farina
  • 20g cacao amaro
  • 100gr di zucchero
  • 2 uova
  • 100gr di margarina o burro
  • mezza bustina di lievito per dolci

Il procedimento è identico per entrambe le preparazioni: n una ciotola mescoliamo le uova con lo zucchero e montiamo bene fino ad avere un composto chiaro e spumoso.
Aggiungiamo il burro o la margarina, non badando al fatto che a questo punto l'impasto si straccerà.
Aggiungiamo la buccia di limone e poi la farina e il lievito setacciati. Mescolando con il frullatore bene bene ci troveremo un composto aerato e liscio.
Mettiamo da parte l'impasto bianco e prepariamo quello al cioccolato:
1) uova e zucchero
2) burro o margarina
3) lievito + farina + cacao setacciati.

Prepariamo una teglia da forno e foderiamola con la carta forno (volete un trucchetto per farla aderire meglio? accartocciate il foglio di carta forno e bagnatelo sotto il getto di acqua corrente. Strizzatelo e modellatelo nella vostra teglia); a questo punto prendiamo due bei mestoli e iniziamo a prelevare UNA SOLA cucchiaiata di impasto bianco e mettiamolo al centro della teglia. 
Adesso una cucchiaiata di impasto nero e mettiamolo sull'impasto bianco, ma rimanendo al centro.
E continuiamo così.. vedrete che piano piano la torta si allargherà da sola e le strisce bianco/nere si creeranno da sole.
Mi raccomando, non abbiate fretta e non cercate di stendere i due impasti: FARANNO TUTTO LORO.
Una volta esauriti i due composti inforniamo a 180° per 30/35 minuti facendo la prova stecchino.
Una volta fredda cospargere di zucchero a velo e servire.

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sabato 27 maggio 2017

Crostata alla ricotta

Lo dico sempre e da sempre.
I dolci semplici, rustici e da credenza battono a mani basse tutti gli altri dolci.
La crostata di ricotta è forse la versione vergine della pastiera napoletana, mia madre l'ha sempre preparata che mi ricordi io, e di volta in volta aggiunge o toglie a seconda di cosa ha voglia.
Per esempio un grande classico è ricotta e scaglie di cioccolato, oppure ricotta cannella e chiodi di garofano.
Questa è la versione semplice: frolla e crema di ricotta aromatizzata al limone. Meglio di così..


Per la frolla, sempre quella di Paoletta:
  • 500 gr farina 00
  • 250 gr di burro
  • 150 gr di zucchero 
  • 1 pizzico di sale
  • 2 uova intere 
  • 8 gr di lievito 
  • scorza di arancia o di limone, o vaniglia 
Per la crema:
  • 500g di ricotta
  • 130g di zucchero
  • 2 uova
  • scorza di limone o di arancia

Prendere una larga ciotola e tagliarvi dentro il burro, che avremo messo a temperatura ambiente mezz'ora prima (in estate bastano appena 15'), a pezzetti non troppo piccoli. Unire la buccia di 1 limone grattata e versarvi sopra lo zucchero.
Strizzare con le mani, il più velocemente possibile, fino a che burro e zucchero si saranno amalgamati fra di loro. 
Prendere ora le uova e aprirle nel composto di burro e zucchero e maneggiare il composto con una frusta a mano, ma molto grossolanamente.
Preparare ora sulla spianatoia la farina a fontana che avremo setacciato col lievito e il pizzico di sale e versarvi dentro il composto.
Compattare velocemente per evitare che il burro si scaldi fino a quando non avremo ottenuto una palletta uniforme e liscia. Lasciamo in frigo a riposare coperto da pellicola per almeno un'ora.

Intanto prepariamo la crema aggiungendo in una ciotola 500g di ricotta fresca ben scolata (magari già la sera prima mettiamola in un colino) e 150g di zucchero semolato, mescolare bene, aggiungere la buccia di limone grattugiata (o di arancia) e due uova.
Amalgamiamo il tutto e teniamo da parte.

Una volta fredda prendiamo la frolla e stendiamola, per praticità possiamo stenderla direttamente su  carta forno così possiamo poi prelevare tutto il foglio da mettere nella teglia. 

NB: La dose di frolla potrebbe essere molta per una torta sola, per cui regoliamoci in base alla dimensione della teglia scelta. Anche lo spessore è soggettivo: a me la frolla piace altina soprattutto questa che rimane friabile ma sto sempre sotto il centimetro, anche perchè essendoci il lievito in forno gonfia.
Comunque una volta stesa, trasferiamo il tutto nella teglia e versiamoci dentro la crema di ricotta (ricordo che la crema può essere personalizzata e all'interno vi si può aggiungere cioccolato, granella di nocciole o pistacchi, spezie ecc ecc), sbattiamo leggermente la teglia sul tavolo in modo che la crema si livelli e si distribuisca bene, e con la frolla avanzata ricaviamo le classiche strisce.
Sistemiamole per creare la tipica griglia e inforniamo a 180° per 40 minuti, una volta cotta lasciamo a raffreddare nel forno leggermente aperto.

NB: LA FROLLA PUO' ESSERE REIMPASTATA E MESSA IN FREEZER, OPPURE PUò ESSERE SUBITO UTILIZZATA PER PREPARARE DEI BISCOTTINI, QUINDI SEMPRE MEGLIO FARNE DI PIù, TANTO NON SI PERDE.

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sabato 6 maggio 2017

Parmigiana di melanzane light ( ma nessuno se ne accorge )

Ormai avete scoperto il mio trucchetto per avere delle melanzane che sembrano fritte ma che in realtà non lo sono, e se avete ormai imparato come si fanno iniziamo a "ricettarle".




E se dico melanzane a cosa pensiamo tutti quanti? Alla parmigiana ovviamente.. e quindi perchè non usare queste furbissime melanzane per preparare uno dei piatti più buoni della nostra cucina?
Per preparare le melanzane fritte al forno andate --> qua

Poi vi servirà:
  • sugo di pomodoro
  • prosciutto
  • parmigiano
  • mozzarella
  • basilico
Preparate il sugo e conditelo con olio sale e basilico.
In una teglia aggiungiamo qualche cucchiaiata di sugo per sporcare il fondo e cominciamo a creare uno strato di melanzane, uno di prosciutto, uno di mozzarella e infine spolveriamo con il parmigiano.
Ripetiamo: sugo, melanzane, prosciutto, mozzarelle e parmigiano. 
Continuiamo così fino ad esaurimento scorte e terminiamo l'ultimo strato con pomodoro e parmigiano.
Inforniamo a 180° per 20/30 minuti





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giovedì 4 maggio 2017

Focaccia di patate a lunga maturazione senza impasto


Questa è una strepitosa focaccia con patate che si è fatta ben 40 ore e passa di maturazione in frigo.
Ciò che significa che potete prepararla e dimenticarla in frigo, a patto però che usiate farine di una certa forza.

500 g farina di cui io ho utilizzato:
  • 330g semola 
  • 90g 00 x pizza spadoni 
  • 80g manitoba
5g lievito di birra fresco
1 patata media
10 g sale
1 cucchiaino di zucchero
400g acqua

Ho lessato la patata in acqua non salata e l'ho schiacciata quando era ancora calda.
In una ciotola ho messo la farina, le patate, il sale, lo zucchero e iniziato a mescolare grossolanamente con un cucchiaio, via via ho aggiunto l'acqua nella quale avevo precedentemente sciolto il lievito.
L'impasto rimane molto morbido ed impossibile da lavorare e va bene così dal momento che si tratta di una focaccia senza impasto.



Sempre con un cucchiaione di legno mescolare gli ingredienti fino ad amalgamarli tra loro e poi stop.
Io ho messo la focaccia in frigo dalle 15 di martedì alle 10 di giovedì, assicurandomi di utilizzare o una ciotola con coperchio ermetico o ciotola + pellicola trasparente a sigillare bene il contenitore.
Dopodichè ho tolto dal frigo ed ho lasciato a temperatura ambiente per 2 ore.
Dopo il riposo ho fatto le pieghe di rinforzo di Adriano del primo tipo su una spianatoia molto infarinata, in modo da dare struttura all'impasto, ho chiuso l'impasto a panetto rotondo ed ho lasciato lievitare fino al raddoppio. 
A questo punto ungere la leccarda e stendere l'impasto delicatamente per non sgonfiarlo, ho condito con origano un filo di olio, olive nere e pomodorini secchi.
Infornare a 230 gradi con forno già preriscaldato fino a quando l'impasto non sarà ben dorato sia sotto sia sopra.

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domenica 30 aprile 2017

Maccheroni ricotta e melanzane



Aaah, che meraviglia questa pasta e la voglio "dedicare" se così si può dire ad una mia amica nonché coinquilina: Federica.

Perché direte voi? Perché una sera, lo ricordo benissimo, stavamo guardando la tv e mi disse di avere voglia di un piatto di maccheroni. 
Siccome so che il termine è utilizzato in modo libero e che talvolta è riferito alle tagliatelle, altre volte alla pasta corta utilizzata dagli americani per il mac&cheese, ho pensato bene di chiederle cosa intendesse lei per maccheroni.
Siamo andate su google e mi ha mostrato la foto ed io ho subito immaginato di volerli fare in questo modo.

Per 5 persone:
1 melanzana grande
Olio per friggere
Passata di pomodoro
Olio, sale, basilico e aglio
Ricotta salata
Parmigiano
Ricotta fresca
300g farina
150g acqua


Impastiamo la farina con l'acqua fino ad avere un impasto liscio, lasciamo riposare per un po coperto con pellicola.
Intanto laviamo le melanzane e tagliamo dei bastoncini sottili, scaldiamo l'olio e friggiamo.
In una padella rosoliamo l'aglio con olio, aggiungiamo il sugo di pomodoro e il basilico.
Una volta pronte scoliamo le melanzane e facciamole asciugare su della carta assorbente, saliamo e tuffiamo nel sugo.
Lasciamo insaporire tutto assieme ed il sugo è pronto, a questo punto conscentriamoci sulla pasta. 
Ricaviamo dei piccoli pezzi di pasta ed iniziamo ad assottigliarli fino ad ottenere tanti piccoli serpentelli. Utilizziamo i polpastrelli e facciamo attenzione a non mettere troppa farina sulla spianatoia altrimenti si fa troppa fatica a far scivolare la pasta.
Quanto sottili? Dipende dai vostri gusti, la pasta fresca rimane ben presente sotto i denti e per questo a me piace non troppo grossa (diciamo quanto il diametro di una cannuccia), ma dipende dai gusti.

Una volta finito di stendere la pasta tuffiamola in acqua bollente salata per qualche minuto, meglio assaggiare.

Mentre la pasta cuoce, in una ciotola mescolate la ricotta fresca, il parmigiano e la ricotta salata. Anche in questo caso per la quantità dipende dai vostri gusti. Assaggiate e perfezionate di volta in volta la crema, terminate a piacere con del pepe nero e del basilico tagliuzzato.
Una volta cotta calate la pasta e ripassatela nel sugo, fate amalgamare bene e componente il piatto come più vi piace: io ho messo alla base del piatto la ricotta e poi una forchetta di pasta; nulla toglie che la ricotta possa essere messa direttamente dentro il sugo però eh... 
Insomma, buon appetito, fatemi sapere che ve ne pare, e sappiate che anche Fede l'ha apprezzata e replicata ;)



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mercoledì 26 aprile 2017

Tortino al cioccolato dal cuore caldo


I "tortini cuore caldo" sono delle piccole montagnette nere di puro paradiso con un magma incadescente e cioccolatoso all'interno.

Spopolano sul web da anni, ed io inizialmente li guardavo con scetticismo. Quella che oggi è per me (e non solo per me) è la cosa più libidinosa, ossia il cuore morbido costituito dall'impasto non totalmente cotto, all'epoca era ciò che rendeva questi tortini poco attraenti.

Poi un giorno li ho assaggiati in un ristorante ed al primo boccone mi sono virtualmente schiaffeggiata per tutti gli anni persi dietro la convinzione che questi tortini non meritassero.

Per 12/13 tortini:
- 300g cioccolato fondente
- 200g burro
- 90g zucchero
- 70g farina
- 10g cacao amaro
- 4 uova
- 1 tazzina di latte
- burro e cacao qb per rivestire i pirottini

Al microonde o a bagnomaria fate fondere il cioccolato fondente con il burro e lasciate raffreddare.
In una ciotola montate le uova e lo zucchero fino a quando il composto non sarà ben spumoso e chiaro, aggiungete il cioccolato fuso con il burro e montate bene.
Setacciate assieme la farina ed il cacao amaro ed aggiungetela al composto, amalgamate il tutto e terminate con una tazzina di latte, date un'ultima mescolata e dedichiamoci ai pirottini.
Fondiamo una noce di burro ed imburriamo leggermente i pirottini con un pennello, infine cospargiamo con il cacao ruotando i pirottini ed eliminando l'eccedenza.

Riempiamo per 3/4 i pirottini con il composto ed inforniamo a 180° per 12 minuti.
NB: ogni forno è diverso ed i tempi di cottura potrebbero differire, in ogni caso con uno stecchino controlliamo prima il grado di cottura dei lati più esterni dei pirottini, lo stecchino deve essere asciutto, poi controlliamo il cuore avendo cura di lasciare l'impasto liquido al centro.
Una volta pronti capovolgiamo e sformiamo i tortini, spolveriamo con zucchero a velo e serviamo o semplicemente così o con panna montata o gelato. Il contrasto caldo/freddo vi farà impazzire.
NB: i tortini possono essere tranquillamente congelati e infornati all'ultimo minuto. In questo modo sarà ancor più facile riuscire a mantenere il cuore liquido, però probabilmente necessiteranno più di 12 minuti.


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lunedì 24 aprile 2017

Torta semplice all'arancia


Avevo scritto QUI la ricetta di una fantastica torta margherita aromatizzata al limone, già buonissima così, ma eccezionale anche in altri modi.
Ecco una delle possibili varianti alle quali questa torta si presta:

La ricetta è semplicissima, occorrono:
  • 200gr di farina
  • 200gr di zucchero
  • 4 uova
  • 200gr di margarina o burro
  • la buccia grattuggiata di due arance
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • il succo di due arance
Iniziare miscelando con un cucchiaio la farina, lievito e la scorza di arancia
Frullare in una ciotola la margarina e lo zucchero, aggiungere poco alla volta i tuorli d'uovo e il mix di farina-lievito-limone fino ad ottenere un composto ben amalgamato. Sarà sicuramente molto sodo, ma non è un problema perché in un'altra ciotola monteremo l'albume a neve e con una spatolina lo incorporeremo all'impasto, mescolando dall'altro verso il basso, in questo modo l'impasto raggiungerà la giusta consistenza.
NB: In alternativa per un metodo ancora più veloce si possono montare le uova intere con lo zucchero fino a quanto il composto non sarà diventato bianco e ben voluminoso. Pian piano aggiungere il burro o la margarina ed in questa fase il composto si straccerà tutto fino a quando non aggiungeremo la farina ed il lievito. A questo punto avremo come risultato una pastella soda e spumosa e soprattutto ben liscia.

Foderare una teglia con carta forno e versarvi all'interno il composto e infornare in forno statico a 180° per 35/40 minuti. 
Mentre la torta cuoce spremete le due arance per ricavare il succo e fatelo addensare sul fornello con un cucchiaio di zucchero fino a quando non si sarà un pò ridotto. Non deve diventare uno sciroppo troppo caramelloso, ma comunque non deve rimanere troppo liquido.
Intanto controllate la torta, a seconda del forno la torta potrà necessitare di 30 come di 45 minuti, per cui controllatela, fate la prova stecchino per accertarvi se l'interno sia cotto e una volta che la superficie si sarà dorata la torta potrà dirsi pronta per essere infornata, bucherellata con uno stecchino ed irrorata con la salsa alle arance. La torta calda assorbirà bene il liquido e l'interno sarà piacevolmente umido ma per niente "bagnato".
Lasciate raffreddare completamente la torta e staccate la torta dalla teglia mettendola su un'alzata o su un piatto da portata spolverando con lo zucchero a velo.


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lunedì 20 marzo 2017

Gnocchi di patate - la ricetta perfetta

C'è chi impazzisce per i rigatoni, chi per i bucatini, chi ancora preferisce il riso e poi ci sono io che amo gli gnocchi più di ogni altro tipo di primo piatto.

Talvolta mi capita di parlare con qualcuno e di confessare la mia mania per queste adorabili chicche di patate, affermando con fermezza che è la mia pasta preferita, al che provoco lo sdegno del mio interlocutore. Chissà perchè.. forse perchè non è un vero e proprio tipo di pasta?
Mah, fatto sta che sono facilissimi da fare, super versatili e anche comodi perchè cuociono in poco tempo e si adattano a qualsiasi condimento.


Vi avevo parlato QUI di come io preparo gli gnocchi, ma non so perchè c'è sempre molto scetticismo di fronte a questa preparazione. Secondo me ritenuta eccessivamente difficile, e quindi forse forse quelle due righe buttate lì sono un pò inutili dal momento che non superano le reticenze di nessuno.
Vero, sorellona mia?? :D

Dunque memorizziamo dei numeri come se fosse una formula matematica:
1kg di patate / 350-400g di farina.
Questa è la proporzione per non sbagliare. A partire da questa potete ovviamente fare i vostri adattamenti, ma fidatevi con questa non sbagliate.
  1. Punto primo, pesate le patate senza buccia. Quindi avvicinatene una manciata, sbucciatele e poi pesatele per avere 1kg. E' ovvio che se siamo intorno ai 900g o a 1.1kg non succede nulla eh...
  2. La farina NON è un optional. E' importante pesarla perchè mentre per gli altri tipi di impasti ci si può regolare ad occhio in base alla consistenza che si ha/vuole avere, con l'impasto degli gnocchi no. Le patate assorbono la farina e l'impasto può risultare umidiccio e mollo nonostante la farina messa all'interno, per cui dall'impasto potreste non capirlo ma poi una volta cotti vi ritrovereste delle palle da biliardo per quanto son duri.
    Come avrete notato, io per 1kg di patate indico 350/400 grammi di farina.
    Io a volte sono arrivata a metterne anche solo 300g, però in questo modo si ottengono degli gnocchetti che in cottura non si rovinano, ma che sono molto delicati anche solo da mescolare nel sugo ad esempio.
    E' ovvio, in bocca vi si scioglieranno, però se si deve rischiare di avere una poltiglia in padella forse è meglio mettere qualche grammo in più di farina.
    Di contro con 350/400g avrete degli gnocchi si morbidi, ma meno delicati. Per cui se ad esempio devo preparare gli gnocchi alla sorrentina, metterò tutti e 400g perchè lo gnocco oltre allo stress della bollitura, subirà il passaggio in padella per amalgamarsi al sugo e poi un'altro passaggio in forno, se fossero eccessivamente molli non riusciremmo a prenderli nemmeno con un mestolo.
  3. Nella precedente ricetta avevo indicato un uovo come ingrediente facoltativo, in realtà io non lo metto mai, tendenzialmente serve per chi vuole dare più corpo allo gnocchetto ed evitare quindi che si sfaldi in cottura, ma ripeto con quella proporzione non mi è mai successo.
    Invece c'è il rischio che aggiungendo un uovo l'imposto diventi troppo morbido con la necessità di aggiungere ancora farina per rimediare. Quindi in sostanza io non lo metto e non lo consiglio.

Come si procede?
Una volta pelate e tagliate a pezzi le patate si mettono a bollire in una pentola capiente con acqua fredda e salata. Da quando l'acqua inizia a bollire conto circa 15 minuti, assaggio e se sono cotte le scolo.
Da calde le passo nello schiaccia patate e o su un tagliere di legno o in una ciotola, mischio le patate con la farina pesata ed inizio ad "impastare".
Altro importante consiglio.
Dobbiamo dimenticarci di impastare come se stessimo facendo la pizza, più che altro dobbiamo amalgamare i due ingredienti fino ad ottenere una palla omogenea.
Ma non si deve lavorare con veemenza, le mosse devono essere leggere e non energiche.
Perchè?
Perchè più si lavora con forza più l'impasto assorbirà velocemente la farina e ne richiederà dell'altra, invece lavorandola piano piano, con il solo scopo di incorporare la farina pesata alle patate riuscirete a fermarvi prima di averlo lavorato troppo e così non sarete costretti ad aggiungere dell'altra farina.

Io lavoro sempre sul tagliere, metto tutta la farina sul fondo e poi le patate in cima, inizio a lavorare e quando vedo che la farina sta sempre più diminuendo inizio a diminuire l'intensità, in modo da avere alla fine il tagliere privo di farina e un impasto omogeneo ma asciutto.

Una volta fatto ciò ricavo dall'impasto dei pezzi, con il palmo delle mani ottengo delle striscioline e con un coltello ricavo le chicche. Generalmente le preferisco senza il ricciolo classico, tuttavia nulla vi impedisce di usare una forchetta o l'attrezzino apposito, di farvi scivolare sopra lo gnocchetto facendo una leggera pressione con il dito e di ottenere così il classico gnocco raccogli sugo.

Una volta formati gli gnocchi spolvero con altra farina e metto a riposare - in attesa della cottura - su dei piatti/vassoi o teglie.
A volte quando ne faccio molti prendo i piatti/vassoi e teglie e metto direttamente gli gnocchi in congelatore, dopo un paio di ore quando si saranno solidificati, li prendo e li metto in dei sacchetti da freezer e li lascio in congelatore per soddisfare voglie imminenti.
Quando sarà ora di mangiarli li butto direttamente da congelati in acqua bollente e saliti a galla li tuffo nel sugo.

Facile no?
Spero di essere stata abbastanza esaustiva nello spigare questa ricetta, in caso di dubbi sono a disposizione, e lasciatemi dire che adesso mia sorella non ha proprio più scampo ;)

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venerdì 3 marzo 2017

Involtini con melanzane "fritte al forno"

Abbiamo o no imparato a truccare le melanzane, cuocendole al forno ma non rinunciando al sapore?
E allora, eccovi una soluzione istantanea, semplice e veloce per vestire queste finte melanzane fritte.

Non mi dilungo perchè è talmente semplice e personalizzabile che non seguo il solito cerimoniale.
Una volta cotto le melanzane "fritte" al forno come scritto QUI, farcitele con un cubetto di mozzarella o una fetta di provola, una fettina di prosciutto e arrotolate fino a formare un involtino.
Disponete in una pirofila, coprite gli involtini con del sugo di pomodoro, una manciata di parmigiano e via di nuovo in forno per qualche minuto.
Quando la mozzarella all'interno si sarà allentata e il parmigiano in cima avrà gratinato il tutto allora sfornate e servite.

Può facile di così... ;)


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sabato 21 gennaio 2017

Melanzane fritte al forno - come rinunciare alle calorie ma non al gusto

Le melanzane fritte sono goduria pura, e per chi come me ha la fortuna di trovarle fresche tutta l'estate si pone un vero problema per la linea e la salute: le mangio e me ne infischio oppure mi riguardo, e rinuncio ad un po' di sapore?

Purtroppo c'è anche il problema che le melanzane cucinate in modo diverso a me non piacciono e quindi per non rinunciare a quello che uno dei miei ortaggi preferiti mi sono ingegnata.




Vi sfido, fatele cosi, mangiatele e datele da mangiare agli altri.. nessuno si accorgerà che non sono fritte.


Ecco cosa vi servirà:
· Una teglia con carta forno
· Una melanzana
· Un pennello
· Una tazzina
· Olio extra vergine d'oliva o di semi a scelta
· Sale
· Spezie a scelta

Tagliate le melanzane a fette di mezzo centimetro, cercando il più possibile di fare fette dello stesso spessore.
In una tazzina versate l'olio che preferite e iniziate a spennellarlo sulle fette di melanzana, prima da un lato e poi dall'altro e mettetele in una teglia con carta forno, ma non sovrapponetele. In genere io faccio una o due passate di olio a seconda della grandezza della fetta, non fatevi ingannare dal fatto che non vediate l'olio nonostante la spennellata.
La melanzana assorbe più di una spugna, per cui anche se non sembra l'olio c'è e basterà. Io in genere ho notato che una tazzina da caffè piena di olio (io ho usato sia l'olio evo sia quello di semi) riesco a fare una teglia.

Salate leggermente, aggiungete spezie a piacere, io spesso uso la paprika, e via in forno.
Ora: attenzione alla cottura, perche il forno non deve essere freddo altrimenti avremo l'effetto lessato che proprio non ci piace, di contro non deve essere alla massima potenza perché a farle bruciare è un attimo.

Ho avuto modo di vedere che con il forno in modalità ventilato si fanno prima (circa 15minuti) e meglio ma vanno controllate a vista, quindi il mio suggerimento è:
- forno ventilato, una teglia alla volta possibilmente al centro, a 180°, controllate di tanto in tanto e girate le fette.
-forno statico, anche due teglie alla volta messe sopra e sotto in forno caldo a 200°.
Anche qui controllate perché essendo le teglie più vicine alle resistenze a farle bruciacchiare da un lato è un attimo.

Una volta cotte saranno ben dorate, sicuramente ben oliate ma non così imbevute da poterle strizzare, e inoltre vedrete che la teglia sarà solo leggermente unta.


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giovedì 12 gennaio 2017

Zupetta di pasta, patate, zucchine e provola affumicata

Non so da voi miei cari lettori, ma qui da me fa un freddo allucinante.
Reduce anche dalle abbuffate vi propongo un piatto che spopola a casa mia e che oltre a disintossicare ci da anche quel calore necessario per sopravvivere al freddo siberiano.


Cosa vi occorre?
Per 4 persone procurate
2 zucchine
2 patate
Provola affumicata q.b.
Pasta corta a scelta (facoltativo)
Parmigiano grattugiato e se ce l'avete anche la crosta.

Dunque, sbucciate e lavate le patate e tagliatele a cubetti piccoli, in una pentola aggiungete dell'acqua ed a freddo anche le patate.
Accendete il fuoco e portate ad ebollizione, a questo punto aggiungete anche le zucchine tagliate a cubetti e la crosta di parmigiano.

Portate le verdure a cottura e aggiungete la pasta per minestra che più vi piace.
Proprio così, fate cuocere la pasta nella stessa acqua in cui stanno andando le verdure, poco importa se diventeranno stracotte o se, meglio ancora, si sfalderanno.
Vedrete che sapore e soprattutto vi renderete conto che l'acqua si sarà inspessita grazie all'amido della pasta e delle patate.

Cosi come ho anche riportato tra gli ingredienti, la pasta è facoltativa dal momento che questa zuppa è buonissima da mangiare anche senza, sta a voi decidere se aggiungerla o meno.

Terminate la cottura della pasta, aggiungete sale e un giro d'olio e la provola affumicata tagliata a cubettini piccoli. Lasciate amalgamare tutti gli ingredienti per qualche minuto, impiattate e siate generosi con il parmigiano grattugiato.

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